La domanda
Che cosa trasforma davvero un insieme di persone in un NOI?
Questa domanda accompagna il mio lavoro di formatore da più di trent’anni.
CHI SONO
-
Ho cercato la riposta nelle organizzazioni, nelle aule della formazione classica, nei team di lavoro in tutti i settori e di tutte le dimensioni.
Un giorno, a Los Angeles, durante un evento nel Convention Center di Disneyland dedicato a formatori e consulenti provenienti da tutto il mondo, mi ha folgorato l’idea che la musica potesse rendere visibili dinamiche che, con le sole parole, rimanevano spesso nascoste: l’ascolto, il rapporto tra il talento individuale ed il risultato comune, l’equilibrio tra metodo e creatività, il ruolo delle emozioni.
994, Los Angeles
Un incontro, una intuizione, una scoperta.
Era il 1994, la formazione esperienziale si chiamava ancora “outdoor”..
-
Il “team building” era ancora lontano come definizione, ma il boom della “Total Quality” alla giapponese premeva sul “NOI” come mai era avvenuto prima.
In LA l’incontro che ha segnato la mia vita professionale: quello con Gary Muszynski, grande musicista polivalente, capace di passare dalle armonie del Pan alle pulsazioni ritmiche del Samba brasiliano, e capace di coinvolgimenti dell’audience che non avevo mai vissuto prima
Fu un contagio immediato, che diventò ben presto un’ intuizione, una scoperta vissuta da vicino del potenziale dimostrativo del linguaggio musicale.
Un nuovo mondo
Da quel momento le esperienze musicali sono diventate strumento fondamentale del mio lavoro.
Questa scoperta ha dato impulso ad un nuovo modo di operare.
-
Non più solo aula classica, ma l’utilizzo dell’orchestra come linguaggio metaforico per aiutare i gruppi con cui lavoravo a trovare il “NOI”.
Metafore non semplicemente raccontate, ma vissuta dall’interno attraverso esperienze attive a partecipazione totale, partendo da “competenza zero”.
Non considero queste esperienze un punto di arrivo. Sono tappe di una ricerca che continua ancora oggi, con nuovi format e nuove modalità di espressione.